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Timpanoplastica e Miringoplastica

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Che cos’è la timpanoplastica?

memrana timpanica normale

memrana timpanica con ampia perforazione
otite media cronica colesteatomatosa
memrana timpanica ricostruita
ampio condotto uditivo dopo timpanolastica aperta

La timpanoplastica è un’intervento chirurgico che si esegue per la riparazione delle perforazioni della membrana timpanica e in questo modo il ripristino del normale meccanismo di conduzione del suono dal concodotto uditivo esterno all’orecchio interno. Se non si assoccia ad altre procedure chirurgiche viene anche detta miringoplastica o timpanoplastica di tipo I quando invece si associa ad altre procedure quali l’ossiculoplastica (ricostruzione della catena degli ossicini) e la fresatura dell’osso posto dietro l’orecchio (mastoide) si parla di timpanoplastica di tipo II, III, IV e V oppure di timpanoplastica con mastoidectomia. Qualora si esegua una mastoidectomia si parla di timpanoplastica chiusa se si conserva la parete posteriore del condotto uditivo esterno e questo mantiene la sua normale conformazione anatomica oppure di timpanoplastica aperta se la parete posteriore viene abbattuta e al posto del condotto uditivo rimane un’ampia cavità. L’intervento può essere talora eseguito in due tempi, in particolare in patologie che presentano il rischio di residuo di malattia nell’orecchio come il colesteatoma. L’intervento può essere eseguito sia in anestesia locale che generale. La scelta del tipo di anestesia viene discussa con il paziente.


Perché si esegue la timpanoplastica?
Lo scopo dell’intervento è diverso a seconda della patologia che si intende curare. Se si tratta di una perforazione semplice (otite media cronica semplice) lo scopo è quello di evitare le infezioni che potrebbero raggiungere l’orecchio attravverso la perforazione e ripristinare un udito normale. Se si tratta di una otite media cronica colesteatomatosa lo scopo principale diventa quello di evitare le possibili complicanze di questa patologia cioè: danno alle cellule uditive, fistola dei canali dell’equlibrio, paralisi del nervo facciale, infezioni endocraniche (meningite, ascesso cerebrale). In alcuni casi pur non essendo presente una perforazione timpanica può essere necessario eseguire un intervento di rinforzo della membrana timpanica (Miringoplastica di rinforzo). Quest’ultimo intervento si esegue nei casi in cui la membrana timpanica si è retratta formando una piccola tasca che può infettarsi o erodere gli ossicini.


Come si esegue una timpanoplastica?
Noi in genere eseguiamo l’intervento attravverso una incisione posta dietro l’orecchio,nel solco retroauricolare,che risulterà invisibile. Si preleva la fascia che ricopre il muscolo temporale che verrà utilizzata per la ricostruzione del timpano e, sollevati dei lembi cutanei del condotto uditivo, si rimuovono i residui danneggiati della membrana timpanica e si posiziona la fascia al loro posto. A questo punto si riposizionano i lembi e si tampona la cavità con delle spugnette di gelatina. Quando necessario si possono sostituire gli ossicini con delle piccole protesi o riposizionarli in modo diverso. La fresatura dell’osso mastoideo si esegue se questo presenta della patologia (per esempio un colesteatoma) ma talora anche come via di accesso alla cassa timpanica per poter meglio rimuovere la patologia in essa presente. I criteri su cui noi basiamo e discutiamo con il paziente la scelta tra anestesia locale e anestesia generale sono: durata e tipo di intervento, tipo di paziente (tranquillo; ansioso), presenza di patologie della colonna vertebrale che possono rendere doloroso mantenere a lungo una posizione supina, presenza di malattie dei principali organi e apparati. Il paziente viene in genere dimesso il giorno dopo l’intervento se questo è stato eseguito in anestesia generale mentre può essere dimesso in giornata se si è usata l’anestesia locale. L’intervento non è in genere doloroso e sono pochi i pazienti che hanno bisogno di assumere farmaci antidolorifici.

Che differenze ci sono tra timpanoplastica chiusa e timpanoplastica aperta?
Ci sono due tipi fondamentali di differenze, quelle per il chirurgo e quelle per il paziente. Se per alcuni tipi di patologia la maggior parte dei chirurghi sono d’accordo nell’eseguire un intervento piuttosto che l’altro, nella maggior parte dei casi è il chirurgo che esegue un tipo di intervento in base alla propria esperienza chirurgica, al tipo di patologia e alle caratteristiche del paziente. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei due tipi di timpanoplastica:

 

 
vantaggi
svantaggi
Timpanoplastica chiusa
Mantiene la normale conformazione dell'orecchio
Nessun problema con le immersioni in acqua
Non ha necessità di periodiche pulizie da parte dello specialista
Nessuna modificazione estetica
intervento tecnicamente più complesso e più lungo.
Necessita più frequentemente di un secondo tempo chirurgico
Maggiore rischio di colesteatoma ricorrente e residuo
Meno sicuro nei pazienti che non possono sottoporsi a controlli periodici
Timpanoplastica aperta
Intervento tecnicamente meno complesso e più breve
Necessita meno frequentemente di un secondo tempo chirurgico
Minore rischio di colesteatoma ricorrente e residuo
Più sicuro nei pazienti che non possono sottoporsi a periodici controlli
Alterata conformazione anatomica dell'orecchio
Possibili vertigini nelle immersioni in acqua fredda
Necessità di periodiche pulizie da parte dello specialista
Possibile modificazione estetica

Cosa succede dopo la timpanoplastica?
Il giorno dopo l’intervento si rimuove il bendaggio che si pone a chiudere l’orecchio dopo l’intervento e il paziente viene dimesso con una terapia antibiotica per 5 giorni e dovrà applicare delle gocce auricolari per 2 o 3 settimane, a questo punto si rimuoveranno le gelatine dal condotto uditivo. Consigliamo in genere un periodo di riposo di due settimane e un periodo di ridotta attività fisica di un mese.


Quali sono i risultati della timpanoplastica?
Per quanto concerne la ricostruzione della membrana timpanica abbiamo una percentuale di successo superiore al 95% con ripristino di una normalità della funzione timpanica e uditiva. Qualora si tratti di una timpanoplastica eseguita per una patologia più importante quale il colesteatoma i risultati dipendono dalle condizioni peroperatorie della funzione delle cellule uditive, dagli eventuali danni a carico della catena degli ossicini e dalla funzione della tuba di eustachio che ha la funzione di rifornire di aria l’orecchio medio. Otteniamo comunque un orecchio sano cioè senza più presenza di patologia evolutiva in oltre il 95% (dopo due interventi nel caso di otite media cronica colesteatomatosa).
Quali sono i rischi e le possibili complicanze della timpanoplastica?
Tutti gli interventi chirurgici presentano dei rischi che possiamo distinguere in tre gruppi principali:

  • rischi legati all’anestesia locale o generale
  • rischi legati alla presenza di particolari patologie del paziente
  • rischi legati al tipo di patologia presente e conseguentemente al tipo di intervento eseguito

i rischi legati all’anestesia sono rari, spesso legati alla presenza di allergie sconosciute al paziente o condizioni familiari (ipertermia maligna) e verrano discussi con l’anestesista. I rischi legati a particolari patologie verranno valutati preoperatoriamente nel porre le indicazioni chirurgiche valutando bene il rapporto tra rischio dell’intervento e rischio del non intervenire. Le complicanze più specificatamente attinenti all’inervento di timpanoplastica e più frequenti sono:

  • infezioni postoperatorie con danno alla funzione uditiva e vestibolare che è inferiore all’1%
  • mancato attecchimento della nuova membrana timpanica che è di circa il 5%
  • rischio di danno alla funzione delle cellule uditive che può essere minimo o più di rado può portare ad una sodrdità totale ma che è inferiore all’1%
  • rischio di paresi del nervo facciale che va distinta in transitoria da anestetico locale della durata di circa tre ore che è di circa 5% e transitoria della durata di alcuni giorni che può richiedere reintervento che è di circa lo 0,5%; rarissima la permanente che è inferiore all’1 per mille
  • alterazione della funzione gustativa del 1/3 anteriore della lingua ( in genere transitoria) dal lato operato che è di circa il 5%

all’atto pratico l’intervento di timpanoplastica, eseguito da mani esperte, permette eccellenti risultati con un rischio di complicanze molto basso. L’importante è che il paziente sia sempre consapevole dei rischi che si corrono a non operare, delle possibilità di ripristinare la funzione uditiva in modo alternativo (protesi di vario tipo), di tutte le possibili terapie mediche e chirurgiche effettuabili nel singolo caso.

 

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